Edizione Speciale Premio Alto Rendimento 2009

1° classificato con "Eurizon Azioni Asia Nuove Economie" come Miglior Fondo Azionario Geografico - Az. Asia Pacifico

 

Bruno Rovelli

Ruolo: Direttore Investimenti Area Alpha-Core

Società: EURIZON CAPITAL SGR


Il 2009 è stato un anno dai due volti per le azioni: sino ai primi di marzo i timori di una grave recessione avevano condizionato pesantemente i corsi azionari, poi le prime stime sulla ripresa e l’immensa liquidità immessa nel sistema hanno convinto gli investitori a riposizionarsi su asset maggiormente rischiosi. Qual è stato l’atteggiamento generale tenuto dalla società nelle due diverse fasi?

Abbiamo utilizzato il primo trimestre del 2009 per accumulare posizioni su asset class che ritenevamo palesemente sottovalutate in una prospettiva di medio termine: in particolare le obbligazioni societarie, soprattutto del settore finanziario, che a nostro avviso non scontavano le garanzie, implicite od esplicite, fornite dai governi nazionali, e i titoli più ciclici nel mercato azionario, le cui valutazioni erano coerenti non con una recessione ma con una persistente depressione dell'attività economica. Nella seconda metà dell'anno abbiamo modificato solo al margine le nostre scelte d'investimento, in un'ottica comunque di progressiva riduzione dei rischi sui portafogli.

 

Cosa pensa ci possiamo attendere per i prossimi mesi? Ci sono degli asset su cui è più fiducioso?

Riteniamo che i mercati azionari possano apprezzarsi ulteriormente in linea con uno scenario ciclico che a nostro avviso rimane favorevole. Certo, ci vorrà del tempo per metabolizzare le incertezze derivanti dalla crisi del debito nell'eurozona, dalla riforma finanziaria, soprattutto in america, e dal restringimento monetario in Cina. In ogni caso è bene focalizzare l'investimento su titoli caratterizzati da elevata distribuzione dei dividendi e significativa generazione di cassa.

Quali sono le aspettative sul mercato obbligazionario per il 2010 e nel medio periodo?

I rendimenti attesi sono compressi, vediamo comunque discreto valore nelle parti a breve termine delle curve di Italia e Spagna e nelle obbligazioni societarie sia in USA che nell'eurozona, soprattutto degli emittenti dei paesi "core".

 

Sappiamo benissimo che una corretta asset allocation non può prescindere da un’attenta analisi delle esigenze e della situazione patrimoniale di un investitore, ma se dovesse investire 100 mila euro, attualmente come ripartirebbe il patrimonio?

Posto che è opportuno conoscere la propensione al rischio e l'orizzonte temporale dell'investitore, un portafoglio "bilanciato" potrebbe essere il seguente. Metterei il 30% in azioni internazionali; 30% in titoli di stato dell’eurozona a breve termine (2-3 anni), o in un fondo obbligazionario euro con caratteristiche simili; il 10% in un fondo specializzato sulle commodities, il 20% in obbligazioni societarie denominate in dollari e un ulteriore 10% in obbligazioni societarie in euro.
Peraltro, è preferibile realizzare questi investimenti tramite fondi. Questo da un lato è un'opportunità, nel senso che i fondi offrono un'adeguata diversificazione all'interno dell'asset class prescelta; dall'altro è una necessità, almeno per quei mercati su cui il singolo investitore può avere difficoltà di accesso o su cui comunque dispone di una quantità di informazioni molto limitate per poter investire in modo consapevole (si pensi alle obbligazioni corporate o ai mercati emergenti, per esempio).