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1° classificato come Miglior Gestore categoria Fondi Esteri |
Eric Le Coz
Ruolo: Product Development Director e membro del Comitato di Investimento
Società: CARMIGNAC GESTION
L'inizio dell'anno è stato ancora segnato dagli effetti del credit crunch, dalla riduzione della leva finanziaria e da numerosi salvataggi bancari. All'inizio di marzo avevamo individuato i primi segnali positivi forniti da indicatori precursori per l'economia degli Stati Uniti, così come un aumento di segni tangibili di incremento della capitolazione da parte dei mercati. Questi fattori ci hanno portato a mettere fine alla ridotta esposizione verso i mercati, situazione che aveva prevalso nei nostri portafogli a partire dal mese di ottobre 2008. Questo movimento molto rapido ha permesso ai nostri gestori globali di sfruttare il rimbalzo in primavera.
Le evidenze di accelerazione del riequilibrio globale ci hanno portato a sovrappesare il tema del miglioramento delle condizioni di vita nei paesi emergenti. Dall'inizio del 2009, l'universo emergente ha fortemente sovraperformato i paesi sviluppati. A livello simbolico, se mai ce ne fosse il bisogno, ricordiamo che a marzo, per la prima volta in assoluto, sono state vendute più automobili in Cina che negli Stati Uniti!
Le materie prime hanno beneficiato di un trend positivo, caratterizzato da un adeguamento della produzione (chiusura delle miniere), i cui effetti si sono fatti sentire nei prezzi del rame. Nel settore dell'energia, le misure adottate dal dell'Opec di ridurre la sua offerta hanno dimostrato la loro efficacia. Gli investimenti infrastrutturali decisi in molti paesi e l’elasticità dei principali paesi emergenti hanno reso l’energia e le scorte di materie prime particolarmente attraenti ancora una volta, dopo essere state massacrate nel corso del quarto trimestre del 2008.
Carmignac Gestion, e in particolare Edouard Carmignac suo fondatore e gestore del fondo Carmignac Investissement, ha sviluppato un approccio top down di investimento nei mercati azionari a livello globale, senza alcun riferimento ad un benchmark. Il gestore non ha restrizioni in termini di tracking error e può evitare di investire in settori o regioni negativi o volatili. Un approccio top down e la solida analisi macroeconomica consentono di filtrare l’universo globale degli strumenti finanziari in base a robuste tematiche di investimento. Questo stile, guidato dal forte orientamento verso le tematiche in cui si crede, ha contribuito ad originare gran parte delle sovraperfomance nel corso dei 20 anni di esistenza del fondo e dell'impresa. L’esperienza di Edouard Carmignac nel settore dell'energia, lo ha portato a identificare i punti critici dei cicli economici e le fasi di crescita delle economie mondiali. Un esempio recente della sua lungimiranza è stato quando, nei primi giorni di marzo 2009, ha deciso di riesporre tutti i portafogli ai livelli massimi nella prima settimana del marzo 2009. Questa è stata sicuramente uno delle scelte più coraggiose e di successo.
Questo esempio recente mostra come le convinzione di Carmignac hanno condotto allo stile di gestione degli investimenti e a ritorni economici incomparabili. Fin dal 2003, non vi è alcun dubbio, nella mente di Edouard Carmignac il riequilibrio della crescita mondiale verso le principali economie emergenti come la Cina, l'India e il Brasile sarebbe stato il principale motore per le decisioni di investimento. I network all’interno delle economie sviluppate ed emergenti, compresi funzionari governativi ed economisti di fama, hanno aiutato a sviluppare e formulare i pareri e le interpretazioni per individuare i temi di investimento di lungo termine. Senza questi network, la chiarezza delle tendenze economiche e la formulazione di idee di investimento sarebbero state difficili.
Accanto alla scelta strategica dell’allocazione geografica, è importante la determinazione dei settori che saranno in grado di trarre il massimo vantaggio dalla forte crescita, dalle tendenze sociali e dalle motivazioni politiche. L’abilità di un investitore attivo, quando la crescita è forte, è quella di sovrappesare settori quali i servizi legati all’industria del petrolio e il minerario, relativamente ai metalli per l’industria di base quali rame e ferro. Ciò è di fondamentale importanza nella filosofia di investimento non indicizzata ad un benchmark. Allo stesso modo, durante i periodi negativi o di recessione, è importante la reattività da parte del gestore al fine di proteggere il portafoglio. Ciò deve essere effettuato investendo in temi difensivi come l’oro, settori anticiclici e in imprese di base, come è avvenuto durante il periodo di recessione alla fine del 2008 e nel 2009.
Negli Stati Uniti, la crescita economica si è materializzato e si sta trasformando in una ripresa solida (crescita superiore al 3% prevista nel 2010 e 2011). Ripresa delle assunzioni e degli utili societari (riviste le stime a +27%) sembrano stiano spingendo le aziende verso un nuovo ciclo di investimenti. Al tempo stesso, anche se ci vorrà del tempo per le società finanziarie e non finanziarie, nonché per le famiglie, per pagare il loro debito, non c'è dubbio che il deleveraging dell'economia degli Stati Uniti è in corso. L'economia americana sembra avere innescato un circolo virtuoso alimentato da un aumento dei profitti, degli investimenti e tassi di occupazione, in modo da compensare gli effetti della caduta del debito privato. Una reale e autosufficiente crescita statunitense non sembra più così lontana, tanto più che il rimbalzo attuale sembra aver già contribuito a stabilizzare il deficit di bilancio.
La crescita dei paesi emergenti, che era già piuttosto forte, sta ricevendo un forte impulso: la Cina non è più il solo paese a vedere un’alta attività commerciale; recentemente si sono aggiunte India (+8%) e Brasile (+7%). Negli ultimi tre mesi, la crescita globale si è infatti rafforzata in modo significativo: il raggiungimento del 4% di guadagno nel 2010 (da confrontare con il 5% negli anni pre-crisi), non sembra più irraggiungibile. Come per i mercati azionari il livello del Morgan Stanley Emerging Markets Index è salito del 126%, dello S&P 500 del 76% e dell'Eurostoxx del 66% (dai loro rispettivi minimi di ottobre 2008/marzo 2009 alla fine di marzo 2010). I mercati azionari hanno chiaramente manifestato un’inversione rispetto all'ottimismo mostrato a partire dal marzo 2009, quando noi avevamo anticipato che la crescita economica sarebbe tornata, basandoci sulle politiche fiscali e monetarie estremamente accomodanti e sul fatto che una crescita del genere non sarebbe stata frenata da minacce inflazionistiche.
La zona euro è sotto una forte pressione. In Europa il deficit pubblico, che si è ingigantito in risposta alla crisi, ha condotto a situazioni insostenibili per alcuni Stati membri. La BCE è stata costretta a mantenere una politica monetaria accomodante. Grecia a parte, il mercato non è più disposto ad accettare una simile deriva della finanza pubblica: Portogallo, Spagna, Italia e Francia sono anche di fronte alla necessità impellente di pagare i loro deficit e il debito pubblico in un contesto che ha già virato verso la deflazione dovuta alla stretta creditizia e al deleveraging aziendale.
L'assenza di politiche comuni e concordate rende ancora più difficile la soluzione. Questa condizione impedisce l'attuazione di una manovra economica a livello europeo. Tale manovra potrebbe ridurre gli effetti negativi dell'imminente stretta fiscale che si potrebbe creare in seguito alla situazione del debito sovrano. Pertanto, riteniamo che la continua svalutazione del l'euro sarà difficile da evitare.
Visto il deficit di bilancio nella maggior parte delle nazioni sviluppate, sarà difficile utilizzare ulteriori misure fiscali per continuare ad aiutare il recupero economico di entrambe le sponde dell'Atlantico. In questo modo la politica monetaria accomodante non è una minaccia per i mercati azionari sviluppati. Al contrario, per i mercati emergenti ci sono segni di surriscaldamento in alcuni settori in particolare in India e Cina. Nonostante l'inflazione core sia più moderata e le restrizioni al finanziamento specifiche per il settore dell'edilizia retail e commerciale abbiano avuto un effetto negativo sul mercato azionario nel corso del primo trimestre di quest'anno, riteniamo che queste misure in Cina, India e Brasile siano prudenziali e il mercato azionario dovrebbe continuare a progredire in linea con il carattere robusto di queste economie.