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3° classificato come Miglior Gestore categoria Italia Gruppo Small |
Alessandro Taddeo
Ruolo: Direttore Investimenti
Società: CARIGE A.M. SGR
Poiché il nostro processo di asset allocation prevede l’impiego di indicatori quantitativi in aggiunta all’analisi fondamentale, abbiamo mantenuto un profilo particolarmente prudenziale ad inizio anno, nonostante l’elevatissimo grado di convenienza raggiunto dai mercati azionari.
Tra il mese di aprile e quello di maggio, una volta avute le conferme sulla svolta del trend, abbiamo provveduto a sovrappesare in modo deciso le componenti azionarie, e siamo rimasti sovrappesati per tutto il resto dell’anno.
I mercati sono divenuti molto reattivi e volatili, e numerose sono le problematiche da affrontare in tema di ripresa economica, disavanzi pubblici, settore finanziario, e altro. Movimenti correttivi nel corso degli attuali e dei prossimi mesi restano assai probabili. Le asset rifugio per eccellenza (valute forti, titoli di Stato “core”, oro, …) continueranno a costituire un riparo alle crisi. Riteniamo tuttavia che le azioni siano tuttora convenienti, e insieme alle obbligazioni corporate, high yield ed emergenti dovrebbero costituire la quota di portafoglio destinata al conseguimento di un plus di rendimento nel medio termine.
I gravi problemi sollevati dalle difficoltà della Grecia e più in generale dall’incremento dei disavanzi pubblici contribuirà a rallentare la ripresa economica in Europa e ad allontanare il momento di un rialzo dei tassi. Nel breve periodo non vediamo di conseguenza movimenti di rilievo sui bond governativi core, fermo restando il fatto che si tratta di una asset class cara sulla base dei fondamentali.
Per quanto riguarda i titoli di Stato cd periferici (Grecia, Portogallo, Spagna e anche Italia) è possibile che le tensioni primaverili possano ammorbidirsi nel breve periodo, ma i problemi appaiono destinati a tornare di attualità a medio termine.
Infine pensiamo che ci siano ancora delle moderate opportunità sulle obbligazioni corporate ed emergenti.
5% liquidità, 15% obbligazioni corporate, high yield ed emergenti (il più possibile diversificate), 60% titoli di Stato, con una moderata preferenza per il tasso fisso rispetto al variabile (meglio evitare la Grecia), 15% azioni (diversificare su USA, Giappone ed Emergenti oltre all’Europa), 5% commodities.