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1° classificato con "Agoraflex" come Miglior Fondo Flessibile Italiano |
Alessandro Ceccaroni
Ruolo: Presidente e Amministratore Delegato
Società: AGORA INVESTMENTS
Noi già dalla fine del 2008, trovando le quotazioni di alcuni segmenti alquanto depresse e una generalizzata avversione al rischio, abbiamo assunto il rischio azionario (40-50%) particolarmente nel segmento risorse di base. Abbiamo mantenuto una buona esposizione fino ad aprile-maggio. Abbiamo pertanto effettuato uno switch dal rischio azionario a quello obbligazionario corporate. Nel terzo trimestre abbiamo azzerato (forse prematuramente) tutti i rischi.
Dopo il recente sell-off reputiamo che il valore risieda nel comparto azionario area euro. La discesa dell’euro è prossima alla fine, ma il dollaro può ancora beneficiare del deleveraging.
Sale il rischio di un double-dip negli USA ed in Europa.
Gli spread di credito sono di nuovo (quasi) interessanti, ma riteniamo il settore non ancora attraente, specialmente rispetto al comparto azionario. Sui titoli di stato, c’e’ valore sui BTP brevi. Molto meno sui Bunds – in bolla. La Grecia probabilmente nel medio periodo dovrà ristrutturare mentre gli altri paesi dell’euro riusciranno nelle manovre di stabilizzazione del debito.
In attesa di quotazioni più interessanti (basse) nel comparto azionario, consigliamo di parcheggiare la liquidità su CTZ a due anni al 2% di rendimento. Eventualmente acquistare fino al 25% di azioni europee, quali petroliferi, utilities e qualche selezionato industriale. Nulla nel settore bancario-finanziario.