Edizione Speciale Premio Alto Rendimento 2009

2° classificato come Miglior Gestore categoria Italia Gruppo Small

1° classificato con "Symphonia Sicav Azionario Euro" come Miglior Fondo Azionario Geografico - Az. Euro

 

Paolo Boretto

Ruolo: Responsabile investimenti di Symphonia Sgr

Società: SYMPHONIA MULTI SICAV


Il 2009 è stato un anno dai due volti per le azioni: sino ai primi di marzo i timori di una grave recessione avevano condizionato pesantemente i corsi azionari, poi le prime stime sulla ripresa e l’immensa liquidità immessa nel sistema hanno convinto gli investitori a riposizionarsi su asset maggiormente rischiosi. Qual è stato l’atteggiamento generale tenuto dalla società nelle due diverse fasi?

Durante i primi mesi del 2009 siamo stati piuttosto prudenti sui portafogli azionari, con sottopesi marcati rispetto ai vari benchmark di riferimento e concentrando l’esposizione sui titoli che, nonostante l’andamento dei mercato, ritenevamo più interessanti da un punto di vista fondamentale. Durante il mese di marzo, notando una serie di indicatori che evidenziavano un eccesso di pessimismo, abbiamo incrementato l’esposizione azionaria portandola attorno alla neutralità rispetto ai benchmark. I risultati ottenuti dai nostri portafogli azionari durante l’intero anno sono stati, quindi, frutto di prudenza nella prima parte e selettività nello stock picking e non di un atteggiamento particolarmente aggressivo nella seconda parte.

 

Cosa pensa ci possiamo attendere per i prossimi mesi? Ci sono degli asset su cui è più fiducioso?

I prossimi mesi si presentano come una fase piuttosto delicata viste le tensioni sui debiti pubblici dei Paesi periferici dell’Area Euro. La volatilità sarà un elemento caratterizzante dello scenario complessivo per cui occorrerà adottare un approccio molto più flessibile rispetto al 2009 e puntare su temi di investimento ben precisi.
Sui mercati azionari occorrerà privilegiare i cd ‘temi di lungo periodo’, intendendo per tali i titoli di società esposte a trend di crescita potenziale elevata nel lungo periodo grazie a fenomeni demografici e strutturali. Mi riferisco, ad esempio, alla crescita dei consumi interni nei Paesi emergenti, alla realizzazione di infrastrutture, alla tecnologia in generale, all’invecchiamento della popolazione mondiale, ai nuovi mercati emergenti (cd ‘frontier market’) nonché allo studio di nuovi materiali o all’ottimizzazione dell’utilizzo di risorse idriche. Proprio per la nostra convinzione circa il potenziale di questo approccio, abbiamo inserito da oltre 18 mesi all’interno della nostra offerta di gestioni patrimoniali individuali una linea specializzata su questi temi.
In seguito alle tensioni maturate sull’Area Euro e alle conseguenze economiche dei piani di sostegno annunciati, sarà inoltre opportuno mantenere un’adeguata diversificazione geografica e valutaria degli investimenti, puntando non solo sul Dollaro USA, per le sue caratteristiche di valuta rifugio in periodi di forti turbolenze, ma anche su quelle con i migliori fondamentali in termini economici e di bilancio pubblico, quali Corona Norvegese e Dollaro Canadese.

Quali sono le aspettative sul mercato obbligazionario per il 2010 e nel medio periodo?

Nel breve non ci sono rischi inflazionistici per cui le prospettive dei bond governativi sono strettamente legate ai fondamentali di bilancio pubblico, soprattutto nell’Area Euro. In un contesto difficoltoso come quello attuale, quindi, meglio mantenere un atteggiamento prudente, focalizzandosi sugli emittenti più solidi. In termini di posizionamento sulla curva dei tassi, non essendoci i presupposti per posizionamenti particolarmente aggressivi in termini di duration media, suggeriamo di privilegiare la parte breve e intermedia di curva, nonostante i rendimenti bassi. In ottica di medio periodo, tuttavia, la parte lunga di curva sembra interessante qualora dovessero emergere rischi concreti di uno scenario deflazionistico, ancorchè oggi poco probabile. In ogni caso, sarà fondamentale anche sui portafogli obbligazionari mantenere un’adeguata diversificazione valutaria dato che l’indebolimento dell’Euro nei confronti delle principali valute sembra essere il passaggio obbligato per una ripresa economica europea.
Sui bond corporate manteniamo un atteggiamento costruttivo dato che lo stato di salute delle aziende ha registrato un notevole miglioramento e gli spread sembrano avere ancora un certo spazio di restringimento, anche se già fortemente ridimensionati durante l’ultimo anno.

 

Sappiamo benissimo che una corretta asset allocation non può prescindere da un’attenta analisi delle esigenze e della situazione patrimoniale di un investitore, ma se dovesse investire 100 mila euro, attualmente come ripartirebbe il patrimonio?

Per un investitore con profilo di rischio equilibrato, dove la componente azionaria del portafoglio sia tradizionalmente compresa tra il 30 e il 60% del patrimonio, oggi consiglierei di investire ca 30.000€ su prodotti azionari direzionali focalizzati sui ‘temi di lungo periodo’ citati in precedenza o che prevedano comunque un’ampia diversificazione geografica e valutaria. Destinerei ca 15.000€ a prodotti azionari realmente flessibili, magari con una gestione quantitativa dell’asset allocation, come ad esempio il fondo Synergia Total Return, che in alcune fasi può essere anche short sul mercato azionario.
Investirei altri 30.000€ su prodotti obbligazionari governativi Area Euro e ca 10.000€ su obbligazionari corporate. I rimanenti 15.000€ li dedicherei a prodotti obbligazionari internazionali con particolare attenzione a quelli focalizzati sulle valute con i migliori fondamentali di bilancio pubblico, anche dei Paesi emergenti.